Young woman getting cosmetic injections in her face while lying on couch in beauty salon

Con l’arrivo dell’estate, la medicina estetica entra in una delle sue stagioni più fraintese. Per anni il messaggio è stato semplice, e spesso semplicistico: “Con il sole meglio non fare nulla”. Ma oggi, complice l’evoluzione delle tecnologie e una maggiore conoscenza dei meccanismi cutanei, il rapporto tra trattamenti estetici e mesi caldi è diventato molto più sofisticato.

Non esiste un divieto assoluto. Esiste piuttosto una nuova geografia della pelle: trattamenti perfettamente compatibili con l’estate, procedure da affrontare con cautela e protocolli che restano prerogativa dell’autunno inverno.

A spiegarlo è Federica Di Ruscio, specializzata in medicina estetica e rigenerativa, che lavora tra Milano e Roma. “La variabile non è l’estate in sé”, ma la capacità della pelle di gestire contemporaneamente l’infiammazione controllata generata dal trattamento e l’esposizione ai raggi uv”.

Quando la cute è sottoposta a uno stimolo intenso, come laser, peeling o procedure ablative, e viene esposta al sole troppo presto, il rischio aumenta: iperpigmentazioni post infiammatorie, recupero più lento e risultati compromessi. Da qui nasce la distinzione tra ciò che si può fare, ciò che richiede attenzione e ciò che è meglio rimandare.