Addio eccessi e "facce Instagram": la medicina estetica del futuro punta su rigenerazione, naturalità e sicurezza. È il trend della "quiet beauty" per risultati sempre più personalizzati e non invasivi. Tra medicina rigenerativa, "brotox" per lui, infiltrazioni di acido ialuronico per tonificare i lobi delle orecchie, e "tweakments", la medicina estetica è in forte espansione e attrae sempre più anche il genere maschile. "L'obiettivo ora è l'invisibilità del trattamento. I pazienti cercano micro-trattamenti o piccole dosi di tossina e skin booster che mantengano la mobilità del viso", spiega Emanuele Bartoletti, presidente della Società Italiana di Medicina Estetica, in vista del 47° Congresso Nazionale della Sime 2026, che aprirà domani a Roma, presso il Centro Congressi "La Nuvola", in programma fino al 17 maggio. Un mercato in crescita, che secondo le stime aumenterà in media del 9,8% l'anno, spinto soprattutto dalle generazioni più giovani, che investono sempre prima nella salute e nella qualità della pelle.

Tra il 2018 e il 2024 i trattamenti non invasivi sugli uomini sono cresciuti del 116%, mentre la chirurgia estetica ha registrato un +95%. Nello stesso periodo, la crescita tra le donne è stata del 55% per i non invasivi e del 59% per la chirurgia. Secondo il report 2025 dell'American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery, il 92% dei chirurghi plastici dichiara inoltre di avere pazienti uomini, che rappresentano circa il 16% del totale. Al centro del congresso, oltre al ruolo dell'intelligenza artificiale nelle consulenze estetiche, l'uso di bio-stimolatori iniettabili che attivano la produzione di collagene ed elastina (polinucleotidi), gli esosomi (terapie di segnalazione cellulare che favoriscono la riparazione dei tessuti), l'acido polilattico (iniettabile che stimola la produzione di collagene) e le terapie autologhe come il plasma arricchito in piastrine e le cellule staminali del tessuto adiposo. Sul versante maschile, domina la tossina botulinica, il cosiddetto "Brotox", termine nato dalla fusione di bro e botox, seguita dai filler dermici. "L'impiego dei filler - dichiara Bartoletti - va fatto con misura e prudenza anche per evitare la femminilizzazione del volto maschile. Ci sono canoni estetici ben precisi che devono essere rispettati".