Mentre aumentano le richieste di procedure estetiche da parte dei giovanissimi, una dottoressa ci racconta quali sono le richieste, i desideri e i rischi dei neo maggiorenni che entrano in clinica

di Paola Rondina

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L’imperfezione è parte della vita. Anzi potremmo quasi dire che è la vita stessa a essere imperfetta, ma in questa società sempre più performante e competitiva l’essere imperfetti è visto come un difetto, qualcosa a cui porre rimedio. Questa tendenza è particolarmente evidente nelle statistiche che descrivono il ricorso ai trattamenti medici estetici negli ultimi anni. Secondo l’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS), nel 2024 sono state eseguite nel mondo oltre 38 milioni di procedure estetiche, in crescita del 42% in soli quattro anni. Sempre secondo ISAPS, nel 2024 in Italia ne sono state eseguite circa 1,37 milioni, di cui quasi 900 mila non chirurgiche. I trattamenti più richiesti sono i filler all’acido ialuronico (430 mila) e la tossina botulinica (316 mila): l’Italia si colloca così al 4° posto al mondo per numero totale di procedure.

Ma se il botulino è più frequente nella fascia 30-40 anni, il filler è la scelta principale della fascia dei giovanissimi dai 18 ai 25 anni e conferma il trend che vede l’accesso alle procedure medico-estetiche a un’età sempre più bassa. La Gen Z non si piace? Oppure va dal medico estetico così come andrebbe dall’igienista dentale per la pulizia dei denti, visto la sempre maggiore diffusione delle pratiche e un generale abbassamento dei costi? Forse la risposta è un’altra e racconta qualcosa di più profondo, un malessere diffuso anche se non così evidente agli occhi di chi, ormai adulto, tende a definire questa ricerca di perfezione come l’ennesimo sintomo di una società sempre più votata all’apparenza. La dottoressa Editta Buttura da Prato, specialista in chirurgia maxillofacciale e membro del Comitato Scientifico di Agorà, ci racconta come, nella sua pratica clinica quotidiana, il rapporto con i più giovani la abbia portata a sviluppare alcune riflessioni.