L’ossessione per la chirurgia e per la medicina estetica ha travolto la Cina negli ultimi anni. Vista la domanda crescente, soprattutto da parte di giovanissimi, è nato un pericoloso sottobosco di cliniche dagli standard discutibili e personale non qualificato che usa i social per promuovere i propri servizi. Il governo ha deciso di mettere un freno, intensificando i controlli e limitando le comunicazioni ingannevoli online o le pubblicità di interventi ad alto rischio.

La medicina estetica è un settore in crescita un po’ ovunque, ma in Cina ha conosciuto un boom particolare tra i millennial e la generazione Z, che dispongono di una capacità di spesa maggiore delle generazioni precedenti. Ci sono vari fattori culturali e sociali che pesano su queste scelte: in una società altamente competitiva come quella cinese, l’aspetto fisico è una carta in più da giocare per ottenere un lavoro prestigioso o un buon matrimonio. Spesso sono proprio i genitori che, dopo gli esami, regalano ai figli interventi e procedure per ritoccare il viso. In più, l’onnipresenza dei social, dei filtri e delle immagini ritoccate ha normalizzato standard di bellezza irreali. Non sono più solo influencer, personaggi pubblici o professionisti dello spettacolo a ricorrere alla chirurgia estetica: sono studenti, a volte anche minorenni, e giovani professionisti di qualsiasi settore. Si parla infatti di “visual economy”, l’economia dell’aspetto fisico: un volto simmetrico e attraente non è un lusso o un capriccio, ma un investimento sul futuro.