Industria autoDopo le indiscrezioni arrivate dalla stampa tedesca su possibili chiusure di fabbriche e licenziamenti, il Gruppo aggiunge dettagli in materia di riorganizzazioneVolkswagen pronta a chiudere quattro stabilimenti in Germania e licenziare migliaia di persone. Indiscrezioni arrivate dalla stampa tedesca a pochi giorni dal programma presentato dal Consiglio di Amministrazione al Consiglio di Sorveglianza, dove il gruppo diretto da Oliver Blume ha presentato un piano articolato in diverse iniziative strategiche e gli obiettivi per il 2030. Programma che mette nero su bianco chiusura degli impianti o licenziamenti ma, tra le priorità immediate, la riduzione della complessità e del numero di varianti all’interno della gamma prodotti, un più stretto allineamento tra prodotti, tecnologie e specificità dei mercati regionali, l’adeguamento delle capacità produttive all’evoluzione della domanda e la semplificazione delle strutture organizzative e del portafoglio partecipazioni del Gruppo.Domande di approfondimento generate da 24Ore AITradotto? Meno modelli e versioni, riduzione della capacità produttiva per essere in linea con la domanda, cessione delle attività non strettamente correlate all’auto, produrre auto che rispondano alle richieste dei principali mercati a partire dalla Cina e strutture più snelle in materia di personale non legato alla produzione. Nonostante il quadro appaia complesso, il Gruppo VW continua ad essere al primo posto in Europa come immatricolazioni e nel 2025, per la prima volta, una quota di mercato superiore nei veicoli elettrificati rispetto a quella nei veicoli con motore a combustione.Gamma prodotti razionalizzata e minore complessitàLa gamma di modelli sarà progressivamente razionalizzata fino al 50% e concentrata nei segmenti di mercato più attrattivi. Parallelamente, la complessità dell’offerta, ad esempio in termini di configurazioni e dotazioni disponibili, sarà ridotta fino al 75%. Addio, quindi, ad un lungo elenco di modelli e versioni? Non proprio, come dimostrato da quello che sta succedendo in casa Audi. Il marchio di Ingolstadt ha ridotto la gamma con l’eliminazione di A1 e Q2, concentrando le novità lanciate e in arrivo su 3 piattaforme: Meb e Ppe per le elettriche e PPC per le termiche ibride.Piattaforme che arriveranno sotto novità come Q2 e-tron e Q9. Anche le versioni sono già state razionalizzate, con molte meno opzioni rispetto al passato ed allestimenti più ricchi in grado di ridurre le complessità produttive. Oliver Blume, Ceo del Gruppo Volkswagen ha dichiarato: «Il nostro obiettivo è chiaro: entro il 2030 vogliamo rendere il Gruppo Volkswagen l’azienda automobilistica più attrattiva al mondo, grazie a Brand iconici, prodotti capaci di entusiasmare, tecnologie all’avanguardia, solidi risultati finanziari, una performance affidabile sui mercati dei capitali e una forte cultura di squadra. Con il nostro piano per il futuro entriamo nella prossima fase della trasformazione, facendo leva sulle nostre forze e capacità. Stiamo rendendo il Gruppo Volkswagen più rapido, resiliente e competitivo: attraverso una riduzione della complessità, una maggiore focalizzazione sulle tecnologie strategiche, un allineamento ancora più stretto tra prodotti, sviluppo e produzione rispetto alle esigenze dei mercati regionali, l’ottimizzazione delle capacità produttive, una razionalizzazione del portafoglio partecipazioni e strutture organizzative più snelle. In questo modo creiamo le condizioni per un successo duraturo, anche in un contesto sempre più sfidante».Tecnologie a livello di GruppoIl fallimento di Cariad ha insegnato al Gruppo Volkswagen l’importanza di eliminare strutture che non servono e non capaci di rispondere alle diverse esigenze. Le principali aree tecnologiche relative a piattaforme, architetture elettroniche e sistemi software, saranno, infatti, ulteriormente armonizzate e sviluppate in modo coerente con le esigenze dei diversi mercati globali. L’obiettivo è valorizzare al meglio le sinergie all’interno del Gruppo ed eliminare sovrapposizioni tecnologiche.