A Brindisi il dibattito politico è monopolizzato dalla gestione degli stranieri. Siano residenti in condizioni di bisogno abitativo o migranti da ospitare in strutture di accoglienza. Sul primo fronte, ieri il consiglio comunale ha bocciato l’ordine del giorno di Futuro nazionale che proponeva di assegnare una premialità ai brindisini nell’assegnazione delle case popolari. Una proposta che, come è emerso nel corso del confronto di mercoledì in commissione consiliare, è incostituzionale, come sentenziato dalla Corte Costituzionale nel gennaio scorso in un caso simile riguardante la Regione Toscana. Così, i futuristi hanno aggiustato il tiro e in aula hanno presentato una versione edulcorata - soprattutto rispetto a come l’aveva presentata il coordinatore per il Sud del partito, l’onorevole Rossano Sasso («Basta case a Mohammed e Abdul») -, che rimanda agli uffici comunali la valutazione di possibili strade per privilegiare i brindisini, in aderenza al dettato costituzionale. Una mission impossible che non ha convinto la maggioranza dei consiglieri: su 25 presenti, 15 hanno votato contro (tra cui FI) e 8 a favore (i tre di Fn, i tre di FdI, l’unico rimasto della Lega - Alessandro Miceli - dato che mercoledì anche Lidia Penta ha lasciato il partito di Salvini per confluire nell’indefinito Gruppo misto e Antonio Monetti della lista Marchionna). Il sindaco Pino Marchionna, salomonicamente, si è invece astenuto, così come l’altro consigliere della sua lista, Pino Carletti. Un’astensione accompagnata però dalla spiegazione che se dovesse ricapitare una disunione così marcata, allora il primo cittadino prenderà decisioni consequenziali. Una minaccia di dimissioni che era già stata brandita dal sindaco in passato ma che non ha mai fatto presa nella sua indisciplinata maggioranza. Per il capogruppo del Pd, Francesco Cannalire, «siamo ai titoli di coda di una fallimentare esperienza di governo cittadino che, minata dall’interno, si dimostra più interessata alle rendite di posizione e alle poltrone che a governare con serietà e stabilità; è soltanto questione di tempo prima che questa maggioranza imploda». La pensa allo stesso modo il capogruppo dei vannacciani, Nicola Di Donna: «Sindaco, ormai non ha più una maggioranza politica, ma solo numerica». Ma anche i numeri sono sempre più risicati: dopo la nascita del gruppo di Fn e la fuoriuscita della Casa dei moderati, Marchionna può contare su soli due consiglieri in più rispetto alla soglia di maggioranza. E tra la conclamata irrequietezza dei meloniani e il dissolvimento della Lega, basta davvero poco perché la maggioranza vada sotto.
Brindisi, sulle case popolari la destra va in frantumi. E il sindaco minaccia le dimissioni
Tensione durante il consiglio comunale. Fn: «I migranti sono in area a rischio». L’assessore Saponaro: «Lo dicano al prefetto»










