«Basta con le case assegnate prima a Mohammed e Abdul, vogliamo più Giuseppe, Francesco e Maria nelle case popolari pagate con soldi pubblici italiani». Così il coordinatore per il Mezzogiorno di Futuro nazionale, Rossano Sasso, aveva presentato l’ordine del giorno dei consiglieri comunali vannacciani di Brindisi con il quale si chiede di impegnare sindaco e giunta «a predisporre, ove giuridicamente possibile, una proposta di modifica del regolamento comunale o degli atti di competenza, prevedendo un punteggio premiale legato alla residenza continuativa nel comune di Brindisi per un congruo periodo di tempo, nel rispetto dei principi costituzionali e della normativa vigente». Ma la proposta, che verrà discussa oggi in consiglio comunale, ieri in commissione consiliare è stata smontata pezzo per pezzo. Intanto dall’assessore ai Servizi sociali, il leghista Ercole Saponaro, che ha spiegato come attualmente non risulti assegnata neppure una casa popolare a soggetti stranieri. Il tema, però, secondo il capogruppo di Futuro nazionale, Nicola Di Donna, potrebbe porsi in prospettiva: «Su 600 domande di assegnazione di edilizia residenziale pubblica valutate dagli uffici comunali (il bando Erp è stato pubblicato a inizio anno e la graduatoria non è stata ancora stilata, ndr), il 20 per cento - ha affermato Di Donna - proviene da soggetti stranieri. Inoltre, il 6 per cento viene da non residenti a Brindisi». Quest’ultima fattispecie è legata alla possibilità concessa dalla legge regionale di assegnare alloggi popolari anche a chi, in stato di bisogno, lavori a Brindisi ma non vi risieda. Ed è su questo che l’assessore Saponaro concentra l’attenzione, considerando la previsione normativa una stortura, non sul fatto che la casa possa essere concessa a Mohammed piuttosto che a Giuseppe. Eppure Saponaro, croce celtica al collo, è stato protagonista di battaglie contro la trasformazione dell’ex delegazione del Casale in un centro di accoglienza per una manciata di minori stranieri non accompagnati. Assunto il ruolo di assessore ai Servizi sociali, il leghista si è invece distinto per aver perseguito politiche progressiste e per il forte impegno nel garantire una migliore sistemazione ai migranti ospitati per anni in maniera indecorosa in via Provinciale per San Vito, i quali presto troveranno alloggio in immobili nuovi di zecca in località Restinco (quelli che qualche mese fa furono dati alle fiamme), con navette acquistate dal Comune che li trasporteranno sul luogo di lavoro, provando così a rompere il giogo dei caporali.
«Stop case ai Mohammed». A Brindisi la proposta di Futuro Nazionale contro i migranti
Ma la proposta in commissione consiliare è stata smontata pezzo per pezzo. L'assessore Saponaro: «Non risulta assegnata neppure una casa popolare a soggetti stranieri»









