"Nonostante la richiesta unitaria di chiarezza portata avanti da tutti i comuni della provincia, non solo la Regione non ha mai risposto alla richiesta di confronto, ma ha calato dall’alto proposte che da un lato vorrebbero cancellare il principio della residenzialità storica e dall’altro l’eliminazione del requisito dell’attività lavorativa per i cittadini extra Ue che si trovano sul nostro territorio. Scelte che, se confermate, verrebbero pagate da tutti quei cittadini che da anni sono in attesa di un alloggio popolare". Così l’assessore alle Politiche abitative, Cristina Coletti, al termine del tavolo provinciale di concertazione, riunitosi per discutere anche della fase di incertezza sulle assegnazioni degli alloggi popolari che continua a persistere dopo la lettera mandata a febbraio alle amministrazioni comunali dall’assessore regionale Giovanni Paglia. Sono infatti trascorsi 4 mesi dalla richiesta formale inviata da Ferrara a viale Aldo Moro, nella quale si domandava alla Regione di esprimersi chiaramente sui criteri di assegnazione, dopo la lettera che invitava i Comuni a tenere conto della sentenza delle Corte Costituzionale, la quale si era pronunciata sulla legge della Regione Toscana in materia di edilizia residenziale pubblica. Una mancata risposta della Regione, continua a lasciare le amministrazioni locali senza un quadro normativo ben definito. È invece giunta, da Bologna, una proposta – da discutere in assemblea legislativa – che mira a cancellare l’obbligo del requisito lavorativo e a sopprimere i criteri premiali legati alla residenzialità storica dai regolamenti comunali di assegnazione delle case popolari. "I Comuni – dice Coletti – hanno dimostrato grande senso di responsabilità condivisa, chiedendo alla Regione un quadro normativo chiaro. Purtroppo sono trascorsi mesi senza alcuna risposta formale e oggi siamo in una fase di transizione che genera inevitabili difficoltà operative nella gestione delle assegnazioni, a scapito dei cittadini più fragili. Nonostante questo, si è lavorato a nuovi provvedimenti senza coinvolgere i singoli territori". Il 4 marzo, il tavolo provinciale ferrarese aveva trasmesso al governatore Michele de Pascale, una richiesta formale affinché fossero chiarite con urgenza le determinazioni regionali. Contestualmente, era stata avviata un’interlocuzione con l’assessore Paglia, il quale aveva invitato i Comuni a non applicare i criteri premiali relativi all’anzianità di residenza tutt’ora previsti dalla legge regionale. Una posizione che i Comuni avevano ritenuto non sufficiente sotto il profilo giuridico. Il 19 giugno la Regione ha trasmesso una comunicazione con la proposta di modifica della DAL, attualmente all’esame dell’assemblea legislativa. Tra le modifiche figurerebbe l’eliminazione del requisito dell’attività lavorativa per i cittadini extra UE titolari di permesso di soggiorno almeno biennale e la soppressione della possibilità per i Comuni di attribuire punteggi premiali legati all’anzianità di residenza o di attività lavorativa.
Alloggi popolari, nuova impasse. Procedure di assegnazione bloccate. Il Comune: "Risposte dalla Regione"
A quattro mesi dalla richiesta formale, il tavolo provinciale attende ancora le novità da viale Aldo Moro. L’assessore Cristina Coletti: "Fase di incertezza e mancata condivisione non sono più tollerabili".








