Monastir.15 luglio 2026 alle 00:48La sindaca alla prefetta: rischio di tensioni sociali, serve più sicurezza
Il caso del Cpa e dell’hotspot di Monastir arriva al tavolo delle istituzioni regionali e nazionali. Lunedì sera il Consiglio comunale ha lasciato l’aula di via Progresso per incontrare a Cagliari la prefetta Paola Dessì, i rappresentanti della Regione, della Città metropolitana, del Governo e i vertici provinciali delle forze dell’ordine. Obiettivo dell’incontro, richiesto da tutti i gruppi consiliari, era chiedere risposte sulle ricadute della presenza delle due strutture. «Il Cpa e l’hotspot svolgono una funzione di interesse nazionale e non possono scaricare il loro peso solo su una piccola comunità. Negare ciò che i cittadini vivono ogni giorno sarebbe il vero atto di irresponsabilità. La paura e la percezione di insicurezza esistono, le segnalazioni aumentano, i cittadini cambiano le abitudini, evitando alcune zone, e chiedono maggiore presenza delle forze dell’ordine», dice la sindaca Paola Ugas.
Il Consiglio al tavolo
Le richieste sono state chiare: risposte concrete su sicurezza, decoro urbano, manutenzione del territorio, gestione dei servizi e delle ricadute economiche su imprese e lavoratori. Durante l’incontro è stata anche ribadita la necessità di riconoscere formalmente al Comune una funzione di interesse nazionale per poter accedere alle risorse necessarie ad affrontare i maggiori costi legati alla sicurezza, servizi e all’impatto sociale ed economico delle strutture. «Il rischio è che la paura diventi rabbia, esasperazione e tensione sociale. Nessuno di noi vuole arrivare a quel punto, ed è per questo che oggi chiediamo allo Stato di esserci. Monastir non può essere lasciata sola», prosegue la prima cittadina. Le autorità presenti hanno assunto impegni precisi: l’istituzione di una fermata Arst dedicata, più supporto nella gestione dei trattamenti sanitari obbligatori, percorsi di formazione per il personale comunale e l’avvio di progetti di mediazione culturale e linguistica.







