L’emergenza23 giugno 2026 alle 00:23I sindacati di polizia: scappano prima ancora dell’identificazione
Un migliaio di migranti nel primo semestre dell’anno, sbarcati soprattutto a Teulada e a Sant’Antioco (qui tredici solo ieri, trovati in paese dai barracelli): più degli anni scorsi. E circa 150 solo a giugno, nel Sud Sardegna: il cinquanta per cento in più rispetto al passato grazie a bel tempo e mare piatto. E se prima era emergenza, là dove i migranti sono accolti (l’ex scuola della polizia penitenziaria di Monastir) non si sa più come definirla. Anzi, si sa: due sindacati della polizia di Stato parlano di «disastro», di migranti che spariscono nel nulla poche ore dopo l’arrivo nell’ex Centro di prima accoglienza a Monastir. Perché non si riesce più «a garantire la vigilanza, le guardie giurate smontano alle 17», denuncia Flavio Tuzi, segretario nazionale del sindacato Anip Italia Sicura. E di questi nuovi arrivati si perde il controllo prima di identificarli.
La protesta
«Ex Cpa perché il nuovissimo decreto l’ha trasformato in un Hotspot, e cambia tutto», tuona Massimo Vargiu, segretario generale provinciale di Cagliari del Siulp, il secondo sindacato della polizia di Stato in provincia e primo nell’Isola. «Con le forze di polizia in campo non ce la facciamo e non escludiamo manifestazioni di protesta per chiedere di metterci nelle condizioni di svolgere i nostri nuovi compiti all’interno degli Hotspot».







