Un incendio appiccato in un blocco del centro rimpatri di Macomer fa salire nuovamente la tensione all’interno della struttura tra poliziotti e migranti. L’episodio si è verificato nella giornata di ieri, a denunciarlo è il sindacato di polizia Siulp.

«Si tratta dell’ennesimo grave episodio che ripropone, con tutta la sua drammaticità, una situazione denunciata da tempo e che non può più essere affrontata come una mera emergenza contingente».

L’incendio è stato appiccato all’interno di uno dei blocchi della struttura, dando vita a momenti di forte tensione e mettendo concretamente a repentaglio l’incolumità di tutti. «Si tratta di un episodio di particolare gravità che assume contorni ancora più preoccupanti – denuncia il sindacato - se si considera che una parte del Cpr risulta già inutilizzabile proprio a causa di un precedente incendio, circostanza che riduce gli spazi disponibili, rende ancora più complessa la gestione della struttura e accresce il livello di rischio operativo per il personale chiamato a garantirne il funzionamento».

Una situazione che non è degenerata «solo grazie alla professionalità degli agenti». Su questo punto il sindacato è netto: «Gli operatori della polizia sono chiamati, ogni giorno, a svolgere un servizio di straordinaria complessità, che richiede competenze professionali elevate, equilibrio, autocontrollo e capacità di intervento in situazioni ad altissimo rischio. Lo fanno con assoluta dedizione e nel rigoroso rispetto della legge, ma troppo spesso in condizioni operative rese difficili da criticità strutturali, organizzative e normative che finiscono inevitabilmente per gravare sulle loro responsabilità».