Macomer. 14 luglio 2026 alle 00:15
Un incendio, l’ennesimo in pochi giorni, è stato appiccato in un blocco all’interno del Cpr di Macomer. Una situazione esplosiva, che fa salire la tensione. Sono andati in cenere materassi e altro materiale, con danneggiamenti anche alla struttura, mettendo in difficoltà gli addetti alla sorveglianza. Incendiare è diventata la parola d’ordine tra i migranti ospiti, che protestano per le condizioni in cui vivono. L’ultimo episodio si è verificato domenica.
L’allarme
«L’ennesimo episodio ripropone una situazione denunciata da tempo e che non può più essere affrontata come mera emergenza contingente - sottolinea il sindacato di polizia Siulp -. È un episodio di particolare gravità che assume contorni ancora più preoccupanti, se si considera che una parte del Cpr risulta già inutilizzabile a causa di un incendio precedente, avvenuto nei giorni scorsi, che riduce gli spazi disponibili, rende più complessa la gestione della struttura e accresce il livello di rischio operativo per il personale». La situazione, nonostante tutto, non è degenerata, anche grazie alla professionalità degli agenti. «Gli operatori della polizia sono chiamati, ogni giorno, a svolgere un servizio di straordinaria complessità, che richiede competenze professionali elevate. Lo fanno con assoluta dedizione e nel rigoroso rispetto della legge, ma troppo spesso in condizioni operative rese difficili da criticità strutturali, organizzative e normative che finiscono inevitabilmente per gravare sulle loro responsabilità. Ogni incendio, ogni atto di violenza rappresenta un concreto pericolo per la vita e l’integrità fisica degli operatori». Il Siulp si appella alla politica, quella nazionale e regionale «affinché si affronti la questione dei Cpr con un approccio pragmatico e risolutivo, abbandonando logiche emergenziali che hanno dimostrato i loro limiti».






