Il controverso provvedimento e il voto all'Europarlamento: le conversazioni protette dalla crittografia end-to-end restano escluse. Il testo torna ora agli Stati membri. Le critiche e le posizioni dei partiti italiani
Il controverso provvedimento ribattezzato (dai critici) «Chat Control» riemerge dal passato: Il Parlamento europeo ha votato giovedì 9 luglio una norma che permette alle piattaforme digitali di analizzare volontariamente alcune comunicazioni private per cercare materiale legato agli abusi sessuali sui minori.
Gli eurodeputati hanno modificato il testo inviato dal Consiglio dell'Ue, escludendo le comunicazioni «alle quali è, è stata o sarà applicata la crittografia end-to-end». In altre parole, la norma non dovrebbe riguardare le normali conversazioni cifrate di servizi come WhatsApp e Signal.Il tentativo di respingere completamente la posizione del Consiglio ha raccolto 314 voti favorevoli, 276 contrari e 17 astensioni: una maggioranza dei votanti ma non i 360 voti necessari in seconda lettura. Gli emendamenti a difesa della crittografia hanno invece raggiunto la maggioranza assoluta richiesta. Il testo modificato torna ora al Consiglio, che avrà tre mesi per accettarlo oppure aprire una fase di conciliazione con il Parlamento. Per i cittadini europei, dunque, non cambia ancora nulla, ma il tema resta molto rilevante.











