Il vertice della Nato ad Ankara si è concluso con la vittoria del tiranno Donald Trump a spese degli europei. Del resto non poteva essere altrimenti dal momento che tutti i principali governi europei continuano assurdamente a farsi del male da soli, a non capire chi sono i nemici e chi sono invece i potenziali alleati. L’Europa continua a sbagliare strategia, ovvero a inasprire il contrasto con la Russia, che invece può diventare un alleato indispensabile. Un fatto è certo: l’America, con Trump o anche senza Trump, continuerà a perseguire la sua strategia di dominio sull’Europa, a tutti i livelli, energetico, tecnologico, finanziario, militare e geopolitico. E sotto l’ombrello della Nato il dominio americano diventerà ferreo: Trump, o chi per lui, non cederà mai i sistemi di Comando e Controllo, i sistemi tecnologici più avanzati, e quelli di deterrenza atomica, agli europei. Per essere autonome sul piano militare e geopolitico Francia, Germania, Gran Bretagna e altri paesi dovrebbero realizzare una sorta di duplicato della Nato, ma questo è molto difficile sia sul piano politico che industriale e tecnologico. Non per caso la Germania si sta – disgraziatamente – riarmando da sola.
Anche la Cina, come gli Usa, non fa sconti al vecchio continente e punta a dominare tutti i settori più avanzati dell’industria e delle tecnologie, dall’auto elettrica alle tecnologie verdi, mettendo fuori mercato le industrie europee. La Russia è dunque l’unica superpotenza mondiale con cui l’Europa potrebbe facilmente giocare alla pari, fare business e risollevare la sua economia ammalata. La Russia è l’unica ancora di salvezza dell’Europa: non perché il despota Vladimir Putin sia buono e generoso, ma perché alla Russia conviene avere l’Europa come partner per non rimanere schiacciata dall’ingombrante socio cinese. L’America ci fornisce gas a prezzi che sono multipli di quelli russi, ma noi continuiamo a combattere i russi e a inginocchiarci a Trump. Un caso evidente di demenza senile.










