di
Giancarlo Riccio
L'alpinista si confessa alla vigilia del suo esordio come voce narrante: accompagnerà la Beethoven Orchester Bonn accompagnando le sue avventure ai brani di Mahler e Beethoven
«Potrò finalmente parlare di quelle sensazioni che si sentono in montagna, avvicinandosi a quelle grandezze, a quelle infinità». Reinhold Messner, alpinista delle vette più alte del pianeta e poi ideatore di musei tematici, libri e film, è alla vigilia di un ruolo inedito per lui. Il 19 luglio, alle 5 del pomeriggio nella Messner Haus di Sesto Pusteria, sarà la voce narrante di «Vette e suono» insieme con la Beethoven Orchester Bonn. Uno degli appuntamenti più attesi e stranianti delle Mahler Wochen 2026 (Dobbiaco, fino al 5 settembre), festival con la direzione artistica di Josef Lanz, affiancato da Dirk Kaftan. «Farò alcuni interventi recitati, credo cinque — continua Messner — io non sono musicista. Sono però una persona che ha vissuto in montagna emozioni molto forti e che tenterà di far capire al pubblico ampio quanto dietro le musiche di Mahler e di Beethoven che saranno eseguite non c’è solo la Natura tradotta in musica: ma la Natura reale. I musicisti ed io racconteremo i valori della montagna».










