“Di per sé, sulla carta, prima di partire, sapevo che il percorso era molto duro e che il mio fisico sarebbe andato incontro a una fatica mai sperimentata prima. Il gran caldo ha reso questo mio viaggio molto più difficile di come lo avevo immaginato. Ho ridotto i chilometri studiando percorsi alternativi, ma i metri di dislivello sono rimasti quasi gli stessi di quelli disegnati sulla carta. Soprattutto in bici le temperature erano insopportabili, tant’è che nelle stesse date, mentre io mi muovevo, molti eventi sportivi, come l’Ironman di Nizza, sono stati cancellati. Inoltre, in montagna, tutto era più instabile ed estremamente delicato. Il rigelo della neve era sopra quota 4500 metri e i temporali sono stati particolarmente insidiosi nel tratto alpino. Per raggiungere la vetta di alcune di queste montagne prima dei temporali cercavo di muovermi più velocemente e in orari non consueti: era l’unica soluzione possibile. C’è però stata anche una nota positiva: queste condizioni mi hanno regalato la possibilità di esser solo su alcune delle più belle montagne delle Alpi come Monte Bianco, Punta Nordend, Pizzo Bernina e Ortles che d’estate sono montagne particolarmente affollate”. Partito mercoledì 4 giugno da Cala Gonone (in Sardegna) con la salita a Punta La Marmora - massima elevazione del Gennargentu - Barmasse ha dato vita ad un viaggio che lo ha portato a risalire l'intera Penisola toccando le montagne più alte di ogni regione d'Italia, tra le quali l’ Etna, il Gran Sasso d'Italia, il Monte Vettore, la Cima del Redentore, il Monte Cimone, il Monte Prado, fino ai grandi giganti delle Alpi come il Monte Rosa, il Monte Bianco, il Pizzo Bernina, l'Ortles, la Marmolada e il Monte Coglians, raggiunto venerdì 3 luglio, ultima vetta prima dell'arrivo a Trieste.Hervé Barmasse è un alpinista e comunicatore attivo nella divulgazione della cultura della montagna. Autore del libro "La montagna dentro" e Cervino. La montagna leggendaria, regista e interprete di documentari sull'alpinismo, rappresenta la quarta generazione di guide alpine della sua famiglia. Il suo nome è legato a importanti ascensioni realizzate in tutto il mondo, come la via nuova aperta in solitaria sul Cervino, la salita in stile alpino della Parete Sud dello Shisha Pangma (8027 metri) in Himalaya in appena 13 ore; la prima ascensione della liscia lavagna granitica del Cerro Piergiorgio e la nuova via sul Cerro San Lorenzo in Patagonia, la prima salita del Beka Brakay Chhok (6940 metri) in Pakistan, la recente prima salita in stile alpino della Parete Sud del Numbur (6958 metri) in Nepal e altre ancora. Sulla sua montagna di casa, il Cervino, Hervé ha lasciato in modo incisivo la sua traccia fino a diventare l’alpinista che, tra vie nuove, prime invernali e prime solitarie, ha compiuto più exploit. Per la sua attività alpinistica ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra i quali si ricorda il Premio accademico Paolo Consiglio ricevuto quattro volte, il Premio internazionale Sport e Civiltà, Premio Panathlon International, Premio Sat, Premio Best Athlete, Premio Monzino, Grolla d’Oro e altri ancora. Il suo primo libro La montagna dentro, edito da Laterza (2015), diviene presto Best Seller con oltre 50.000 copie vendute e viene tradotto in spagnolo, francese e tedesco. Nel 2021 esce con “Cervino. La montagna leggendaria" edito da Mondadori Electa, è best seller di categoria. Per la sua attività letteraria ha ricevuto il Premio Leggimontagna e “Travel Stories Award” con La montagna dentro; il Prix Terre Prix Terre d'Ailleurs della giuria e del pubblico di Tolosa (Francia) per “La montagne et moi” - edizione francese di La montagna dentro; il Premio Itas con il libro Cervino. La montagna leggendaria. Attento alle tematiche legate all’alpinismo, alla montagna e all’ambiente in generale è attivo sui social, tv, radio e carta stampata. Dal 2016, uno dei volti della trasmissione “Kilimangiaro”. Dal 2021 ospite della trasmissione radiofonica Deejay Training Center in onda ogni domenica su Radio Deejay.