I venti di guerra tornano a soffiare con forza sul Golfo Persico. Dopo settimane di relativa calma, la tensione tra Stati Uniti, Iran e Israele è riesplosa con una nuova ondata di raid e contrattacchi che riporta al centro dello scenario internazionale lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale del petrolio. Il traffico navale rallenta drasticamente, i mercati tornano a tremare e la diplomazia appare sempre più appesa a un filo.Nelle ultime ore un impianto militare nei pressi di Bushehr, città che ospita l’unica centrale nucleare operativa dell’Iran, è stato colpito da un attacco.“Una struttura militare nelle vicinanze di Bushehr è stata attaccata e colpita da un proiettile lanciato dal nemico statunitense-sionista”, ha dichiarato il vicegovernatore della provincia, Ehsan Jahanian, secondo quanto riferito dall’agenzia ufficiale Irna.Da Washington, tuttavia, un funzionario della Difesa ha precisato che nelle ultime ore le forze armate americane non hanno effettuato nuovi attacchi contro il territorio iraniano.
Hormuz quasi paralizzato: “Si apre solo con gli accordi iraniani”
La nuova escalation arriva al termine di due giorni di bombardamenti incrociati tra Stati Uniti e Iran, mentre nel Paese erano ancora in corso le cerimonie funebri dell’ayatollah Ali Khamenei.Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una quota rilevante del petrolio mondiale, è ormai attraversato da pochissime imbarcazioni. Teheran continua a ribadire una linea durissima.“Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane”, è il messaggio lanciato dalla Repubblica islamica.Secondo un funzionario statunitense citato da Axios, l’operazione militare americana potrebbe protrarsi ancora a lungo.“L’escalation potrebbe durare per uno o due giorni, una settimana o addirittura un mese. Dipenderà dall’Iran.”











