Raid e rappresaglie nel Golfo: gli Usa colpiscono le infrastrutture e basi militari iraniani, Teheran risponde colpendo Bahrein e Kuwait e minacciando di bloccare di nuovo lo Stretto. Il presidente: «Gli ayatollah sono crudeli e malati». Eppure le trattative non si fermano. Sui mercati il prezzo del petrolio torna a salireLa guerra per lo Stretto di Hormuz, che non è mai finita, sta ricominciando. Lo si poteva intuire dalle scie dei missili e dalle macerie che si sono lasciati dietro i colpi che gli Stati Uniti hanno inflitto all’Iran, e quelli che, in risposta, l’Iran ha inflitto alle petromonarchie della regione che ospitano le loro basi, che il conflitto si è riacceso più ardente di prima. Un didascalico Donald Trump lo ha poi ufficializzato dal palco Nato di Ankara: la tregua con l’Iran «penso sia finita». AcLUCIA MALATESTA
Trump: «Iran bugiardo, la tregua è finita». Bombe e raid, ma i negoziati continuano
Raid e rappresaglie nel Golfo: gli Usa colpiscono le infrastrutture e basi militari iraniani, Teheran risponde colpendo Bahrein e Kuwait e minacciando di bloccare di nuovo lo Stretto. Il presidente: «Gli ayatollah sono crudeli e malati». Eppure le trattative non si fermano. Sui mercati il prezzo del petrolio torna a salire










