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La Commissione europea ha trasmesso al Governo italiano una serie di rilievi critici e di interrogativi sui contenuti della riforma della portualità italiana, attualmente all’esame della Commissione Trasporti della Camera. Il nodo cruciale riguarda la nascita della “Porti d’Italia Spa”, la società che dovrebbe, centralizzando poteri, funzioni, scelte strategiche (su tutte le principali opere infrastrutturali previste nei territori sedi di Autorità di sistema portuale) e risorse, prendere in mano la “governance” dell’intero settore. Si pone il problema del rispetto delle norme europee sugli aiuti di Stato e delle leggi sulla trasparenza e sulla concorrenza.

Tutto quello che sta accadendo, e avverrà nelle prossime settimane, non può non avere riflessi sull’organizzazione complessiva dei porti italiani, compresi ovviamente quelli dello Stretto, la cui Autorità di sistema rischia di essere tra le più penalizzate sia in termini di sottrazione di fondi (destinati alla nuova Spa) sia per quel che riguarda le opere prioritarie da realizzare.

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