Mentre il Ponte sullo Stretto continua a dividere politica e opinione pubblica, la partita decisiva si gioca nei corridoi ministeriali, tra direttive europee, integrazioni ambientali e vincoli sui contratti pubblici. Martedì 14 luglio Matteo Salvini ha riunito al Ministero delle Infrastrutture i vertici di Stretto di Messina Spa per fare il punto sul dossier. Il messaggio politico è netto: le interlocuzioni con l'Unione Europea vengono definite positive, e il governo esclude che sia mai stata presa in considerazione l'ipotesi di una procedura di infrazione.

I due fronti aperti con Bruxelles

Il confronto tra Roma e Bruxelles va avanti da oltre un anno su due dossier paralleli: quello ambientale, legato alla Direttiva Habitat, e quello sugli appalti, con riferimento al limite del 50% del valore del contratto nelle modifiche contrattuali - nodo che tocca da vicino il rapporto con il contraente generale Eurolink.

Sul fronte ambientale, gli uffici del Mit e del Ministero dell'Ambiente stanno trasmettendo alla Commissione Europea i dati integrativi richiesti. Il progetto ha già completato nel 2025 la Valutazione di Impatto Ambientale: parere favorevole sullo Studio di Impatto il 13 novembre 2024, via libera alla Valutazione di Incidenza Ambientale il 21 maggio 2025, con le misure compensative giudicate coerenti rispetto ai siti Natura 2000.