Non è più un caso lo scrittore Michele Mari, coinvolto in feroci polemiche da giugno, e con lui il più prestigioso premio letterario: il Premio Strega. Lo scrittore, 70 anni, nato a Milano, anche docente di Letteratura italiana all'Università meneghina, era stato travolto infatti da una marea di critiche per aver espresso, raccontavano le cronache, una cruda frase sulla scrittrice Michela Murgia, morta ad agosto 2023 dopo una lunga malattia. Era il superfavorito del premio letterario, ma la valanga di stroncature per quel giudizio espresso "privatamente", come poi avrebbe detto, ne metteva in forse la partecipazione nonché gli equilibri della competizione. Sino a ieri, mercoledì 8 luglio, quando invece vince il Premio Strega, conquistando l'ottantesima edizione con "I Convitati di pietra" (Einaudi), celebrata ieri in Campidoglio.

Le parole dello scrittore dopo aver conquistato il premio Strega

"Ritengo di avere suscitato con questo mio libro divertimento, partendo da una situazione seria. E credo che questo premio sia un riconoscimento alla carriera, proprio così: non penso, infatti, che sia il mio libro migliore, piuttosto credo di avere dato il meglio di me in altri libri". E poi ancora, con gli echi della polemica ancora in testa: "Non sorrido, quindi mi sottraggo perché ne verrebbe fuori un ghigno, un ictus poco adatto all'occasione. Sono molto emozionato, sono molto contento. Ringrazio tutti i lettori che mi hanno sostenuto, tutti i lettori che non mi hanno sostenuto e che comunque ho conosciuto in questo tour piuttosto impegnativo, per usare un eufemismo". Dice Mari all'annuncio della vittoria dello Strega.