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Il tribunale di Latina ha condannato in primo grado a 16 anni di reclusione Antonello Lovato, il titolare dell’azienda agricola dove il lavoratore indiano Satnam Singh ebbe un grave incidente sul lavoro per il quale morì. Il reato contestato a Lovato è omicidio volontario con “dolo eventuale”: significa che secondo l’accusa non ha agito con lo scopo principale di uccidere (quello è il “dolo diretto”), ma che di fronte alla possibilità che il suo modo di agire causasse la morte di Singh, ha deciso di agire comunque, accettando quel rischio.

La procura aveva chiesto una condanna a 22 anni, ma a Lovato sono state riconosciute le attenuanti generiche: sono quelle con cui il giudice può ridurre una pena ritenendo che ci siano elementi a favore dell’imputato, anche se non c’è una specifica attenuante prevista dalla legge che si possa applicare al caso in esame. Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate tra 90 giorni.

Singh lavorava in nero nell’azienda Agrilovato di Borgo Santa Maria, in provincia di Latina. Il 19 giugno del 2024, mentre preparava le serre per coltivare i meloni, rimase incastrato in un macchinario per avvolgere la plastica. La macchina, che era trainata da un trattore, gli tranciò un braccio e gli provocò diverse fratture alle gambe. Lovato era lì, ma invece di portarlo in ospedale lo caricò su un furgone, mise il braccio tranciato in una cassetta della frutta e scaricò Singh davanti alla sua abitazione.