La Corte d’Assise del tribunale di Latina ha condannato a 16 anni di carcere Antonello Lovato per omicidio volontario con dolo eventuale – con attenuanti – per la morte di Satnam Singh, il bracciante agricolo indiano di 31 anni morto il 17 giugno 2024 dopo un grave incidente sul lavoro nelle campagne pontine. Per lui la Procura aveva chiesto una condanna a 22 anni di reclusione. Dopo le arringhe della difesa e le repliche delle parti, concluse nella mattinata, i giudici si erano ritirati in camera di consiglio.
L’incidente nei campi
Satnam Singh stava lavorando nei campi dell’azienda agricola quando rimase gravemente ferito da un macchinario utilizzato per stendere i teli di plastica sui filari. L’attrezzatura gli amputò un braccio e provocò lesioni gravissime con un’imponente emorragia. Secondo la ricostruzione dell’accusa, anziché chiamare immediatamente il 118 e prestare assistenza al lavoratore, Lovato caricò il bracciante su un furgone e lo trasportò fino alla sua abitazione, dove lo lasciò davanti all’ingresso insieme all’arto amputato, riposto in una cassetta di plastica utilizzata per la frutta.
Solo successivamente furono allertati i soccorsi, ma per il giovane non ci fu nulla da fare: morì poco dopo a causa della massiccia perdita di sangue. Quella ricostruzione suscitò un’ondata di indignazione in tutta Italia, riaccendendo il dibattito sulle condizioni di lavoro e sul fenomeno del caporalato nelle campagne.










