Il tribunale di Latina ha condannato in primo grado a 16 anni di reclusione Antonello Lovato, il titolare dell’azienda agricola dove il lavoratore indiano Satnam Singh ebbe un grave incidente sul lavoro per il quale morì. Il reato contestato a Lovato è omicidio volontario con dolo eventuale: la procura aveva chiesto una condanna a 22 anni, ma gli sono state riconosciute le attenuanti generiche.
Singh lavorava in nero nell’azienda Agrilovato di Borgo Santa Maria, in provincia di Latina. Il 19 giugno del 2024, mentre preparava le serre per coltivare i meloni, rimase incastrato in un macchinario per avvolgere la plastica. La macchina, che era trainata da un trattore, gli tranciò un braccio e gli provocò diverse fratture alle gambe. Lovato era lì, ma invece di portarlo in ospedale lo caricò su un furgone, mise il braccio tranciato in una cassetta della frutta e scaricò Singh davanti alla sua abitazione.
Un compagno di lavoro chiamò la sindacalista Laura Hardeep Kaur per chiedere aiuto. «Mi inviò la foto del braccio staccato e buttato in una cassetta, era talmente macabra che all’inizio pensai a uno scherzo», ricorda. Quando arrivò, vide Singh a terra esanime. «Era in condizioni orribili, non riuscirò mai a togliermelo dalla mente». Chiamò i soccorsi, ma ormai era passata un’ora e mezza e l’uomo aveva perso molto sangue. Singh fu portato in elicottero all’ospedale San Camillo di Roma, dove morì due giorni dopo. Aveva 31 anni.











