Il 16 ottobre del 2025 una bomba rudimentale era esplosa davanti a casa del giornalista Sigfrido Ranucci a Pomezia, vicino Roma, danneggiando le auto parcheggiate e il cancello di casa, ma senza provocare feriti. Ranucci è conduttore della trasmissione di inchieste Report, su Rai 3, e inizialmente si pensava che la bomba potesse essere una specie di avvertimento o ritorsione per una delle inchieste fatte. Ma gli sviluppi delle indagini di questi giorni hanno fatto emergere aspetti un po’ misteriosi della storia.

Nelle ultime due settimane sono state arrestate quattro persone per aver eseguito materialmente l’attentato e poi è stato indagato come mandante Valter Lavitola, imprenditore, editore e giornalista definito un «faccendiare» della politica, e coinvolto in diverse vicende giudiziarie degli ultimi decenni. Lavitola è amico di Ranucci, e qui sta il primo aspetto misterioso: che motivo potrebbe aver avuto Lavitola di fare l’attentato – posto che sia lui il mandante – visto il rapporto che c’è tra i due?

Dopo aver saputo dell’indagine su Lavitola, Ranucci ha detto pubblicamente che considera Lavitola un «amico vero», che «non avrebbe mai voluto fare del male» né a lui né alla sua famiglia. Mercoledì Lavitola è stato interrogato dai magistrati: ha detto di non essere lui il mandante e di non avere idea di chi abbia organizzato l’attentato.