C'è un nuovo indagato per l'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, avvenuto a Pomezia (Roma) nell'ottobre del 2025. Si tratta dell'imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola, in passato già coinvolto in altre vicende giudiziarie. Per i pm di Roma sarebbe lui il mandante dell'azione dinamitarda avvenuta all'esterno della villetta dove il conduttore di Report vive assieme alla famiglia.
Lavitola, in base a quanto filtra, è stato oggetto nei giorni scorsi di una perquisizione domiciliare da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati su mandato dei pm della Distrettuale Antimafia. Nel corso dell'attività istruttoria sono stati sequestrati il cellulare e il pc dell'indagato. Un'iniziativa che punta a cercare elementi relativi al movente che avrebbe spinto Lavitola ad ordinare l'attentato.
Originario di Salerno, Valter Lavitola è stato direttore del quotidiano “L’Avanti!” prima di intraprendere l’attività imprenditoriale. Era vicino a Berlusconi. Negli ultimi anni ha aperto e gestito un ristorante di pesce nel quartiere Monteverde, a Roma.
Ma Lavitola è noto soprattutto per i suoi lunghi trascorsi giudiziari. Nel 2011, il gip del Tribunale di Bari chiese il suo arresto con l'accusa di aver indotto Gianpaolo Tarantini a mentire ai pm baresi sul caso escort che coinvolgeva anche Silvio Berlusconi. È stato condannato a Napoli a 2 anni e otto mesi per tentata estorsione ai danni proprio dell'ex premier: secondo i giudici, avrebbe chiesto cinque milioni di euro per evitare la diffusione di informazioni relative all’inchiesta barese.










