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La procura di Roma ha avviato le indagini sulla bomba rudimentale che giovedì notte ha danneggiato le auto di due figli del giornalista Sigfrido Ranucci, il conduttore della trasmissione Report di Rai 3, ma al momento non è chiaro chi siano stati i responsabili. Ranucci in passato aveva ricevuto diverse intimidazioni e per questo era accompagnato nei suoi spostamenti da una scorta, senza sorveglianza notturna.

Le ipotesi sui responsabili sono per ora legate alle inchieste fatte dalla trasmissione, per esempio sulla criminalità albanese, il rapporto tra alcuni gruppi di ultrà e l’estrema destra o ancora gli interessi economici legati ad alcune grandi iniziative, come la costruzione di un nuovo porto privato per navi da crociera a Fiumicino.

Giovedì sera intorno alle 21:40 Ranucci era rientrato nella sua casa a Campo Ascolano, una frazione di Pomezia (Roma), dove non tornava da martedì scorso. Aveva salutato la scorta e poco dopo aveva accolto la figlia Michela, rientrata a casa con un’altra automobile. Poco prima delle 22:20 avevano poi sentito una forte esplosione provenire dal vialetto davanti all’abitazione, che aveva distrutto buona parte dell’auto della figlia e danneggiato un’altra automobile di famiglia. Ranucci ha detto di aver ricostruito l’ora dell’esplosione grazie a un vicino, che stava registrando un messaggio vocale quando c’è stato il forte colpo.