Un ordigno rudimentale, con circa un chilo di esplosivo, posizionato vicino all'auto del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci: l'esplosione fortissima ha così coinvolto le macchine del giornalista e della figlia parcheggiate davanti casa a Pomezia.
L'ordigno non è stato azionato a distanza o con un timer ma è stato lasciato, presumibilmente con la miccia accesa, tra due vasi esterni alla villetta. Gli inquirenti stanno cercando eventuali telecamere che abbiano immortalato il momento cui l'ordigno è stato lasciato.
Un passante avrebbe visto un uomo incappucciato a poca distanza dall'abitazione del giornalista. In base a quanto si apprende, l'uomo avrebbe raccontato agli inquirenti della presenza sospetta. In base ai primi risultati delle indagini, inoltre, non è escluso che chi ha posizionato l'ordigno rudimentale abbia seguito gli spostamenti del giornalista e il percorso seguito per rientrare nella villetta. Nelle vicinanza dell'abitazione è stata trovata un'auto rubata.
"Ho sentito un boato tremendo, erano le 22.17. Sono riusciti a sentirlo anche i carabinieri attraverso l'audio di alcune persone, che erano in zona, che stavano registrando con il telefono in quel momento", ha detto Ranucci. Sul rafforzamento della scorta, il giornalista rivela che si è già passati "alla macchina blindata". "Chi è stato? È impossibile dirlo in questo momento: si tratta di un contesto abbastanza allargato, è su quello che sono state fatte le segnalazioni in questi mesi", conclude.











