Rafforzata la scorta al giornalista di Report
Attentato esplosivo davanti alla casa del giornalista Ranucci
Roma - Un ordigno rudimentale con un chilo di esplosivo, lasciato tra due vasi con la miccia accesa a pochi metri dall'abitazione. Una deflagrazione potente che ha semidistrutto le due auto del giornalista d'inchiesta Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione della Rai 'Report' e già da tempo sotto scorta. Teatro dell'attentato, che solo per un caso fortuito non ha provocato vittime, la villetta a Pomezia, cittadina alle porte di Roma, dove vive con la famiglia. Un atto intimidatorio potenzialmente letale che ha preso di mira uno dei giornalisti simbolo dell'informazione del servizio pubblico, autore di inchieste 'scomode' su illeciti e corruzione nella pubblica amministrazione, sulla criminalità organizzata, sulle frange estreme della galassia ultras, sulle infiltrazioni dei clan negli appalti.
Sigfrido Ranucci si affaccia dal balcone della redazione di Report per salutare il presidio in sua solidarietà
Nei confronti del giornalista è arrivata la solidarietà, unanime, di tutto il mondo politico, a partire dalle massime cariche dello Stato. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso una "severa condanna" su quanto avvenuto alle 22.17 di giovedì, mentre la premier Giorgia Meloni ha sottolineato come la "libertà e l'indipendenza dell'informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere". Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, assicurando l'impegno delle forze di polizia a individuare "rapidamente gli autori" di un gesto "vigliacco", ha subito disposto il rafforzamento ai massimi livelli di ogni misura di protezione. E già in giornata al cronista è stata assegnata un'auto blindata. Delle indagini si occupano i pm della Direzione distrettuale antimafia o ora il primo obiettivo di chi indaga è quello di accertare la matrice dell'attentato, risalire agli autori materiali e agli eventuali mandati.










