Pochi giorni fa il Nord Italia ha archiviato un giugno tra i più caldi da quando si fanno misure meteorologiche, un paio di secoli, con temperature medie mensili 3-4 °C sopra media che hanno rivaleggiato con quelle dello storico giugno 2003. Ad Aosta, Torino e Modena il record di 23 anni fa - sempre come media sull’intero mese - è stato perfino superato; nel resto del Settentrione, giugno 2026 è rimasto tra la seconda e la quarta posizione nella rovente classifica secolare, mentre il Meridione ha vissuto condizioni più ordinarie, benché sempre oltre norma di 1-2 °C. Poco cambia, resta il fatto che estremi di caldo che fino ai primi Anni Duemila erano pressoché sconosciuti, in seguito hanno mostrato un esponenziale aumento di frequenza, in linea con gli scenari di accelerato riscaldamento atmosferico dovuto all’accumularsi nell’aria di gas serra di origine umana.

A Torino-centro tutti i cinque mesi di giugno più caldi dall’inizio dei rilevamenti nel 1753 si sono concentrati dal 2003 in poi e soprattutto nell’ultimo decennio: in ordine decrescente di temperatura media, nel 2026 (26,3 °C), 2003 (26,2 °C), 2025 (25,9 °C), 2022 (25,4 °C) e 2017 (24,9 °C). A spingere il primo mese dell’estate 20</CW>26 ai vertici di questo elenco è stata l’eccezionale ondata di calore del 17-30 giugno, che per intensità e durata su due settimane non ha precedenti nella prima parte della stagione al Nord, e trova un confronto solo con la canicola della prima metà di agosto 2003, lievemente superiore. Ma non è finita. Nonostante il fronte </CW>temporalesco dell’1-2 luglio abbia abbassato le temperature di alcuni gradi, il mese centrale della stagione estiva è comunque iniziato baldanzoso con temperature in rapida ripresa. Infatti sull’Ovest europeo è prontamente rigonfiato un anticiclone colmo di aria Nord-africana che si fa sentire anche da noi. Ieri pomeriggio, con l’aiuto del foehn che al Sud delle Alpi ha surriscaldato ulteriormente la massa d’aria subtropicale, le temperature sono salite a 36-39 °C in Valpadana ma anche nei fondovalle alpini a quote di 500 metri tra Piemonte, Valle d’Aosta, Canton Ticino e Lombardia, e in vari casi sono stati superati i record storici per il mese di luglio in serie di dati almeno pluridecennali (Torino, Domodossola, Locarno…).