Indice resta inferiore a media europea
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - ’Il mercato del lavoro italiano negli ultimi anni ha attraversato una fase di trasformazione profonda e articolata, segnata da una ripresa significativa dei livelli occupazionali successiva alla crisi generata dalla pandemia, ma anche da persistenti elementi di fragilità strutturale’. Lo evidenzia il XXV Rapporto annuale dell’Inps presentato questa mattina alla Camera dei Deputati. ’Nel periodo più recente, si legge nel rapporto, l’occupazione ha superato i livelli precedenti alla crisi sanitaria, raggiungendo nei dati della statistica ufficiale nuovi massimi storici sia in termini assoluti (oltre 24 milioni di unità in media annua) sia in termini di tasso di occupazione (63%). Questo risultato è stato trainato in misura prevalente dal lavoro dipendente a tempo indeterminato, che si è affermato come principale motore della crescita, dopo una fase iniziale successiva alla pandemia caratterizzata dalla ripresa del lavoro temporaneo. Tuttavia, la performance dell’occupazione italiana, se analizzata in prospettiva comparata, continua a presentare elementi di debolezza. Il tasso di occupazione, pur ai massimi storici, resta inferiore a quello delle principali economie europee e si accompagna a livelli ancora elevati di inattività, in particolare tra le donne e nelle regioni meridionali. Il persistente divario di genere, seppur in riduzione, rimane significativo e rappresenta uno dei principali fattori che limitano il pieno utilizzo del potenziale di lavoro disponibile’.










