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I tassi di «occupazione e di attività si mantengono a livelli storicamente elevati - rispettivamente al 72,1% e al 76,7% nel primo trimestre del 2026, come media dei paesi Ocse - ma la loro crescita sta rallentando": è quanto si legge nelle Prospettive dell’Occupazione dell’Ocse 2026 presentate oggi a Parigi. Al livello Ocse, prosegue l’organismo internazionale, l'occupazione si è stabilizzata. Il tasso di partecipazione è aumentato di 0,1 punti percentuali tra il primo trimestre del 2025 e il primo trimestre del 2026, a fronte di un incremento di 0,2 punti registrato tra il primo trimestre del 2024 e il primo trimestre del 2025. Nell’ultimo anno, i tassi di occupazione sono molto diminuiti in Irlanda, Islanda e Lussemburgo. Al contrario, sono fortemente cresciuti in Estonia, Lettonia e Polonia». «Negli ultimi due anni - precisa l’organismo con sede a Parigi - è in alcuni Paesi d’America Latina (Colombia e Costa Rica) e d’Europa meridionale (Spagna, Italia, Grecia e Portogallo), come anche in Giappone e Lituania, che si è registrata la progressione dell’occupazione più sostenuta».
«Anche la crescita del tasso di attività è stato piuttosto dinamico in tutti questi Paesi, ad eccezione di Costa Rica, Spagna e Italia». Nel rapporto, l’Ocse sottolinea, tra l’altro, che i «divari tra regioni in materia di occupazione restano importanti».













