di
Rinaldo Frignani
Il conduttore di Report sull'amico sotto inchiesta per l'attentato del 2025 a Campo Ascolano. «Ricordo che l'estate scorsa abbiamo mangiato a casa mia due volte e una mi ha telefonato che aspettava fuori perché io non c'ero»
«Non sento Valter da quando lo hanno perquisito. Ho deciso di non chiamarlo per rispetto a chi sta indagando. E del resto non mi ha chiamato nemmeno lui». Sigfrido Ranucci è impegnato nelle prove a Piacenza del suo spettacolo «Diario di un trapezista», mentre Lavitola viene interrogato dai pm sull’attentato al conduttore di Report del 16 ottobre dello scorso anno a Campo Ascolano e poi si allontana da piazzale Clodio passando da un cancello secondario. L’imprenditore e fonte di Ranucci, indagato per essere il presunto mandante dei quattro attentatori già arrestati, nega ogni coinvolgimento. «Non so cosa può aver detto ai magistrati — spiega il giornalista al Corriere — ma posso solo dire che Valter nell’estate dello scorso anno è venuto almeno due volte a cena a casa nostra a Campo Ascolano, mentre in un’altra occasione, mi sembra a metà settembre, è passato a trovarmi, ma io non ero in casa e quindi mi ha telefonato da lì. Io comunque ero sempre sotto scorta e non uscivo in strada, non so se qualcuno lo accompagnasse in queste visite».












