HomeCronacaRanucci sotto choc: “Io e Lavitola eravamo amici”. L’editore indagato per strage, parlerà domani ai pmIl conduttore di Report: “Sono stordito, non avrebbe mai fatto del male a me e alla mia famiglia. Mi affido ai magistrati”Una foto pubblicata nel maggio del 2023 da 'Il Riformista', mostra Sigfrido Ranucci a cena con alcune persone tra cui (a capotavola) Walter Lavitola, proprietario del ristorante Cefalù, nel quartiere di Monteverde Vecchio a Roma. Foto credits Aldo Torchiaro (C) Il Riformista via AnsaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 7 luglio 2026 - Domani a piazzale Clodio Valter Lavitola si presenterà davanti al pm per l’interrogatorio. E dovrà fronteggiare anche l’accusa di strage. L’imprenditore è sospettato di essere il mandante dell’attentato davanti alla casa di Sigfrido Ranucci a Campo Ascolano, per il quale sono state arrestate la scorsa settimana quattro persone di Napoli e Avellino considerati gli esecutori materiali. Tra gli indagati, come si legge nel decreto di perquisizione della Dda, c’è Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni e ritenuto l’intermediario tra Lavitola e i campani.
L’indagine
Nell’atto si afferma che Lavitola ha dato mandato a Clesio Tavares di “individuare soggetti in grado di reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all’abitazione del giornalista”, mentre il 16 settembre, un mese prima dell’attentato, avrebbe effettuato con il 47enne un sopralluogo “nei pressi dell’abitazione” del conduttore di Report. Il 47enne sarebbe al momento in Camerun ma secondo gli inquirenti è il suo braccio destro e avrebbe lavorato per lui come autista e tuttofare. Non sarebbe però assunto al ristorante Cefalù Bistrò che si trova in viale dei Quattro Venti a Monteverde, frequentato da Lavitola che però non ne sarebbe più il proprietario da circa due anni. Quanto a Clesio Tavares, “non l’abbiamo mai visto e non lavorava con noi”, secondo i dipendenti.










