Mariano Giustino
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President Donald Trump, right, speaks with NATO Secretary General Mark Rutte during a meeting at the NATO summit in Ankara, Turkey, Wednesday, July 8, 2026. (Filip Singer, Pool Photo via AP)
Il vertice di Ankara si è concluso con Erdoğan che si aspetta che Trump mantenga la sua promessa, e Trump che si aspetta che l’Europa mantenga la sua. Potremmo riassumere la due giorni della Nato nella capitale turca. La dichiarazione di Ankara ribadisce l’unità, la difesa collettiva e il sostegno all’Ucraina. Sottolinea la deterrenza, la produzione nel settore della difesa, i 70 miliardi di euro di finanziamento per l’Ucraina e le minacce provenienti da Russia e Iran. Gli incontri bilaterali cruciali sono stati quelli tra il presidente Trump e il suo omologo ucraino Zelensky che esorta l’Europa ad accelerare la produzione di sistemi di difesa aerea al vertice NATO di Ankara.
La presidente del Consiglio italiana Meloni ha avuto un faccia a faccia con Erdoğan e nella conferenza stampa ha detto di avere interessi comuni con Trump, citando gli interessi occidentali. “Non mi pento di nulla di ciò che ho fatto”, ha dichiarato il capo del governo italiano in merito alle tensioni con il presidente degli Stati Uniti. “Non rimpiango nulla di ciò che ho fatto”, ha dichiarato Meloni in una conferenza stampa al termine del vertice Nato di Ankara, rispondendo alle domande sul fatto se si pentisse o meno dell’investimento politico fatto nella sua relazione con Trump. “Ho fatto questo investimento politico per la mia convinzione nell’unità dell’Occidente”, ha aggiunto. Meloni ha affermato che il suo approccio non è una strategia adottata specificamente dopo il ritorno di Trump sulla scena politica, bensì un metodo più ampio che applica nelle sue relazioni con i partner internazionali. La presidente Meloni ha osservato di condividere posizioni comuni con Trump su diverse questioni, tra cui l’immigrazione e l’opposizione alla “cultura woke”. Ha aggiunto infine che la sua politica è guidata dagli interessi nazionali dell’Italia e dell’Europa, in particolare dalla necessità di rafforzare la cooperazione tra i paesi occidentali.










