L’ondata di caldo che sta investendo l’Italia non pesa soltanto sulla salute delle persone ma anche sugli alimenti, che con temperature elevate si deteriorano più rapidamente. Frutta e verdura maturano in tempi molto più brevi, latticini e prodotti freschi diventano più delicati durante il trasporto e perfino la conservazione domestica richiede qualche attenzione in più.

Il risultato è un aumento del rischio di spreco alimentare proprio nei mesi in cui si acquistano più prodotti freschi. Secondo i dati delle Nazioni Unite, lo spreco di cibo contribuisce in maniera significativa alle emissioni di gas serra: ridurre ciò che finisce nella pattumiera significa quindi risparmiare denaro, ma anche limitare l’impatto ambientale dell’intera filiera.

Nei giorni più caldi il frigorifero diventa un alleato fondamentale, purché venga utilizzato correttamente. Va mantenuto tra 0 e 4 °C nella zona più fredda, senza riempirlo eccessivamente, così da permettere all’aria di circolare. È inoltre preferibile lasciare raffreddare i cibi cotti prima di riporli e limitare le aperture prolungate dello sportello.

Anche la disposizione degli alimenti fa la differenza. Mele, banane e pomodori producono etilene, un gas naturale che accelera la maturazione di altri frutti. Tenerli separati da pesche, albicocche, meloni e avocado aiuta a prolungarne la conservazione. Allo stesso tempo è utile ricordare che non tutta la frutta deve necessariamente stare in frigorifero: pesche molto mature o frutti di bosco possono trarne beneficio, mentre banane e frutti tropicali tendono a perdere qualità.