Mercati agricoliL’annata positiva per la produzione di pesche e albicocche e le alte temperature aumentano la quantità di prodotto disponibile e penalizzano i listini. Ma gli ettari coltivati sono in calodi Silvia Marzialetti7 luglio 2026Il clima tropicale spinge al ribasso i prezzi della frutta estiva che, oltre a godere di una annata favorevole dal punto di vista produttivo, si presenta al consumatore in veste più economica, nonostante la richiesta crescente di prodotti freschi, dissetanti e ad alto apporto vitaminico.Domande di approfondimento generate da 24Ore AI«Assistiamo a un generale calo dei prezzi all’ingrosso», conferma Fabio Massimo Pallottini, presidente Italmercati (22 strutture distribuite sul territorio nazionale, 7 milioni di tonnellate di merce l’anno movimentate, 11 miliardi di euro di fatturato). E ne spiega il perché: «La forte ondata di caldo sta accelerando il deperimento della frutta dopo la raccolta, spingendo gli operatori a favorire un flusso rapido delle merci». «Le albicocche continuano a scendere, vendute tra 1,30 e 1,80 euro/kg a seconda delle varietà», racconta Pallottini. «Ottimo bilancio per le pesche, e in particolare per le nettarine, che mostrano listini in flessione e molto convenienti soprattutto per i calibri medio-piccoli, offrendo ai consumatori eccellenti opportunità di risparmio per combattere l’afa estiva», conclude.In generale le stime della stagione 2026 per le drupacee, la frutta “regina dell’estate”, sono caratterizzate dal segno positivo, a indicare una crescita produttiva o una sostanziale stabilità. Su tutte spicca il +24% delle ciliegie, con una produzione attesa a 120mila tonnellate: «È il recupero più marcato grazie al confronto con l’horribilis 2025», commenta Elisa Macchi, direttore Cso-Italy.Le stime elaborate dal centro studi di Ferrara ci dicono poi che le albicocche sono alle prese con un forte calo strutturale: si è passati dai 20.200 ettari del 2021, ai 16.500 del 2026 (-20% in 5 anni, -4% solo nell’ultimo anno) a causa di sensibilità al gelo, bassa redditività e fitopatie. La produzione è però stimata a 194mila tonnellate, l’1% in più sul 2025. Si registra una ripresa al Nord (Emilia-Romagna e Veneto) dopo il gelo del 2025; in flessione Centro-Sud (Campania, Basilicata, Sicilia) per alternanza produttiva e stress idrico precedente, con l’eccezione della Calabria.
Il caldo fa deperire la frutta: scendono i prezzi all’ingrosso
L’annata positiva per la produzione di pesche e albicocche e le alte temperature aumentano la quantità di prodotto disponibile e penalizzano i listini. Ma gli ettari coltivati sono in calo












