Antonello Lovato è stato condannato a 16 anni di reclusione per la morte di Satnam Singh, il bracciante agricolo indiano di 31 anni, morto il 19 giugno 2024 dopo un grave incidente sul lavoro nelle campagne di Borgo Santa Maria, nel territorio di Latina. Lovato era il suo datore di lavoro e, secondo l’accusa, ha abbandonato il dipendente, gravemente ferito, davanti casa invece che soccorrerlo.
La condanna ad Antonello Lovato
Lovato: "Non volevo ucciderlo"
Il sit-in per Satnam Singh
La condanna ad Antonello LovatoLa Corte d’Assise di Latina ha pronunciato la sentenza di primo grado al termine del processo. Lovato era imputato per omicidio volontario con dolo eventuale.Secondo la ricostruzione dell’accusa, dopo l’incidente in cui il lavoratore aveva perso un braccio, Singh non sarebbe stato soccorso tempestivamente ma abbandonato gravemente ferito davanti alla propria abitazione, circostanza che ha rappresentato uno degli elementi centrali del procedimento.ANSALa storia di Sitnam Singh è diventata il simbolo della lotta al caporalato. La condanna del datore di lavoro è arrivata due anni dopo i fatti.Lovato: “Non volevo ucciderlo”Come riporta Latina Today, Antonello Lovato, in aula, ha dichiarato che “dopo l’incidente sono entrato in uno stato di depressione, non riuscivo più a vivere e sono andato in cura. Poi è arrivato l’arresto, con i carabinieri che sono piombati in casa e mi hanno strappato dalla mia famiglia”.“Ricordo la compilazione del verbale, con la dicitura omicidio volontario. Ma io non volevo uccidere nessuno. Mi è stato detto che tutti hanno chiesto la mia carcerazione, perfino il Papa. Mi sono sentito per giorni sotto interrogatorio continuo”, ha affermato il datore di lavoro.










