“L'Italia è il Paese europeo con i migliori indicatori in termini di raccolta differenziata. Ciò avviene anche grazie a un sistema molto funzionale in vigore da più di 25 anni, ovvero quello del Conai, consorzio che unisce aziende ed enti locali. Chiaramente questo risultato è possibile anche per l’impegno sempre crescente da parte dei consumatori”. Il professor Carlo Alberto Pratesi, titolare della cattedra di Marketing, innovazione e sostenibilità all’Università di Roma Tre, ci tiene a specificare gli importanti traguardi raggiunti in Italia nell’ambito della raccolta differenziata. Ma c’è ancora molto da fare, e in questa prospettiva grande parte ha la comunicazione. “La raccolta differenziata comporta uno sforzo senza benefici immediati e personali, quindi, se vogliamo, la si fa perché si è obbligati per legge, oppure per senso civico. Ciò rende particolarmente complicato comunicare questo tipo di impegno. C’è poi un secondo problema: spesso le persone non sono sincere nel rispondere a questionari riguardanti argomenti valoriali”.
Al riguardo, il professore cita il pubblicitario David Ogilvy: “I consumatori non pensano ciò che realmente sentono, non dicono ciò che pensano e non fanno ciò che dicono”. Questo fa capire quanto possa essere difficile fotografare la realtà sui comportamenti ambientali. “Si tende a sovrastimare il proprio comportamento: tutti millantano di fare raccolta differenziata o di acquistare prodotti ecologici o marchi più responsabili, ma all’atto pratico non è sempre vero”.









