I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) rappresentano delle proprie miniere urbane di materie prime critiche, da poter impiegare per migliorare l’autonomia strategica del Paese oltre che la performance ambientale, ma di fatto sono oggi un tesoro disperso, nonostante l’ambizione del ministro Urso di rendere l’Italia «leader nel riciclo» dei Raee. Nel 2025 è cresciuto infatti il quantitativo di Raee avviato agli impianti di trattamento, così come il tasso nazionale di raccolta, ma il Paese resta ancora lontano dall’obiettivo europeo fissato al 65%.

Secondo il nuovo Report Gestione Raee pubblicato dal Centro di coordinamento Raee, le aziende del trattamento hanno gestito complessivamente 588.689 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche: il 9% in più rispetto al 2024. Il dato comprende 387.370 tonnellate di Raee domestici e 201.319 tonnellate di rifiuti elettronici di provenienza professionale.

L’aumento dei volumi trattati ha contribuito a far salire il tasso nazionale di raccolta al 32,5%, tre punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. L’indicatore mette in rapporto i rifiuti elettronici gestiti con la media delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nei tre anni precedenti. Il risultato segna un miglioramento, ma equivale esattamente alla metà del traguardo europeo.