L’ultima svolta nella strategia italiana per il recupero e il riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici (Raee) in Italia arriva da due recenti normative. L’ultima è il decreto legislativo – approvato nel Consiglio dei Ministri dell’8 ottobre – in attuazione della direttiva (UE) 2024/884, che modifica la normativa sui Raee, in particolare per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici. L’altra è la legge 147/2025, di conversione del dl 116/2025 «Terra dei Fuochi», in vigore sempre dall’8 ottobre.
L’intervento di attuazione della normativa europea chiarisce che l’onere finanziario per gestire il fine vita è a carico dei produttori per i pannelli fotovoltaici immessi sul mercato a partire dal 13 agosto 2012, mentre per quelli precedenti rimane in capo al proprietario. «Si rimuovono ingiustificati effetti retroattivi nell’attribuzione dei costi di gestione del fine vita, che gravavano in maniera ingiustificata sui produttori anche per i pannelli immessi prima dell’entrata in vigore della Direttiva 2012/19/Ue», spiega Donato Berardi, direttore del think tank di REF, società di consulenza e analisi che ha dedicato al tema il suo ultimo rapporto «Gestione dei Raee: cosa cambia?», anticipato dal Sole 24 Ore del Lunedì.







