Sono i luoghi più preziosi: le aree naturali. Qui la gestione dei rifiuti si intreccia con la tutela del paesaggio e della biodiversità. Ma a 12 anni dall’obiettivo del 65%, in Italia nei comuni delle aree naturali protette la raccolta differenziata cresce troppo lentamente. Nel 2024 in 2.026 comuni coinvolti nelle 212 aree naturali– tra parchi nazionali, regionali e aree marine protette – la media totale di raccolta differenziata si attesta al 58%, restando sotto la media nazionale del 67%. Sono 370, il 18,25%, i comuni rifiuti freeche hanno una produzione di secco pro-capite meno 75 Kg per abitante all’anno e 1.038, il 51,25%, quelli ricicloni che superano il 65% rispetto ai 2.026 comuni totali. Numeri non del tutto soddisfacenti dato che ancora 678 comuni, pari al 30,5% del totale,non hanno raggiunto l’obiettivo del 65% che doveva essere centrato addirittura nel 2012.Emergono comunque esempi virtuosi dove si arriva perfino oltre l’80% e il 90%.
La Giornata Internazionale Rifiuti Zero
A scattare questa fotografia, nella Giornata Internazionale Rifiuti Zero, è la terza edizione del report “Parchi Rifiuti Free 2026” di Legambiente, che analizzando i dati Ispra 2024, prende in esame le performance di raccolta differenziata di 2026 comuni in 212 aree naturali: non solo parchi nazionali, ma anche, novità di quest’anno, aree marine protette e parchi regionali,edove in tutto risiedono oltre 28milioni di residenti.






