L’Italia è tra i Paesi europei più virtuosi nel riuso dei rifiuti speciali. Parliamo di una tipologia diversa da quelli urbani, prodotti dalle famiglie e da tutte le provenienze assimilabili e che vengono gestiti dalle pubbliche amministrazioni. Gli «speciali» derivano da attività produttive, quindi da industrie, aziende agricole, di costruzioni, produzioni artigianali, attività commerciali e sanitarie, e si distinguono in pericolosi e non pericolosi (93,8% del totale). Sono rifiuti gestiti da aziende private autorizzate al recupero e allo smaltimento.