In Italia si producono 193,8 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui 164,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e 29,3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani.
Dopo la raccolta, il 54% dei rifiuti urbani viene avviato a riciclo, il 20% a recupero energetico e il 16% finisce in discarica.
Con il 20,8% di tasso di utilizzo circolare della materia, l'Italia si colloca al di sopra sia della media Ue (11,8%) sia alle performance degli altri grandi Paesi ma dietro ai numeri positivi emergono però fragilità in alcune delle filiere più strategiche - plastica, tessile, edilizia e RAEE - ancora frenate dalla scarsa raccolta, dall'assenza di mercati maturi e da una domanda insufficiente di materiali riciclati.
E' quanto si afferma nel Rapporto annuale "L'Italia che Ricicla", promosso dalla sezione Unicircular di Assoambiente.
Il Rapporto sottolinea come l'Italia mantenga performance elevate nel riciclo grazie a filiere storiche come carta, vetro e metalli che vantano tassi di riciclo decisamente elevati (oltre il 70%), ma fatichi a trasformare tale vantaggio in una strategia industriale capace di ridurre la dipendenza da materie prime ed energia importate e di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici Ue.







