ASSISTAL propone il «modello spagnolo»
Roma, 8 lug. – A far scattare l’allarme è la sentenza del 5 febbraio con cui la Corte di giustizia UE (causa C-810/24) ha bocciato il diritto di prelazione del promotore: il meccanismo che permetteva a chi presentava per primo un’idea progettuale di “pareggiare” l’offerta migliore e aggiudicarsi comunque l’appalto. Un premio per ripagare chi si assumeva rischio e costi di ideare l’opera che, per i giudici di Lussemburgo, viola però la parità di trattamento e falsa la concorrenza.
Il problema è che la scure è arrivata a gare già partite: molte amministrazioni si ritrovano con procedure costruite attorno a una regola che, da un giorno all’altro, non si può più applicare o rischia di finire davanti al giudice. Il risultato, denuncia ASSISTAL, sono mesi di confusione e mercato paralizzato dall’incertezza.
Al posto del vecchio premio ASSISTAL ne propone uno nuovo e a prova di Bruxelles, sul modello spagnolo: un punteggio tecnico aggiuntivo del 5% per chi viene nominato promotore, più un rimborso più generoso delle spese in caso di mancata aggiudicazione.
«Le nostre aziende mettono in campo una capacità di investimento importante al fianco della pubblica amministrazione; chi si fa promotore assorbe un compito gravoso, tra studi di fattibilità, progettazione, know-how e costi che possono superano il milione di euro. Senza un aspetto premiale il rischio è che le imprese non abbiano più l’attrattiva a iniziare quel percorso: per questo guardiamo al modello spagnolo, che riconosce un 5% sul punteggio tecnico. Allo stesso tempo, ciò che è già stato bandito, firmato e contrattualizzato non va più toccato, sarebbe una gestione impossibile tra ricorsi e contro-ricorsi; sulle procedure ancora in fase transitoria serve invece un intervento del Governo che le accompagni fuori in modo ordinato», ha dichiarato in audizione il Presidente di ASSISTAL, Rossi.







