La corsa all’Eliseo è tutt’altro che chiusa. Secondo Darnis, la scelta di Marine Le Pen di trasformare la condanna giudiziaria in uno scontro politico rischia di indebolire la strategia di normalizzazione del Rassemblement National, ricompattando il fronte moderato. Uno scenario che potrebbe rilanciare candidature come quella di Édouard Philippe e favorire una convergenza dell’area centrista, mentre resta sullo sfondo una Francia ancora profondamente frammentata

La partita per l’Eliseo è già cominciata. E, paradossalmente, potrebbe essere stata proprio Marine Le Pen a riaprirla. La scelta della leader del Rassemblement National di trasformare la condanna dei giudici in uno scontro politico e istituzionale, nel tentativo di consolidare il proprio ruolo, rischia infatti di produrre l’effetto opposto: ricompattare il fronte moderato e depotenziare quella strategia di normalizzazione che negli ultimi anni aveva consentito all’estrema destra di avvicinarsi come mai prima d’ora al potere. Mentre la Francia entra lentamente nel clima delle presidenziali del 2027, i giochi sono tutt’altro che chiusi. Ne è convinto Jean-Pierre Darnis, professore di Storia contemporanea alla Luiss di Roma e di Storia delle relazioni italo-francesi all’Università di Nizza, secondo cui la mossa della leader del RN rappresenta un errore strategico destinato ad avere conseguenze profonde sugli equilibri politici francesi.