A un anno dalle presidenziali francesi, un elemento della competizione per l’Eliseo, che si svolgerà la prossima primavera e sui cui precisi protagonisti esistono ancora molti interrogativi, si è chiarito. Marine Le Pen resta in corsa. La decisione della Corte d’appello di Parigi non ha chiuso la strada alla sua quarta candidatura e la leader del Rassemblement national, dopo consultazioni con i propri consiglieri e soprattutto con avvocati e consulenti giuridici, ha annunciato ieri sera a TF1 che non si farà da parte.

Il 31 marzo 2025, Le Pen era stata condannata in primo grado, nel processo sugli assistenti parlamentari europei del Front national, a quattro anni di reclusione, di cui due con la condizionale, 100 mila euro di multa e cinque anni di ineleggibilità con esecuzione provvisoria. Secondo i giudici, era stata “al centro di un sistema” che avrebbe utilizzato fondi del Parlamento europeo destinati agli assistenti degli eurodeputati per finanziare, in realtà, il partito.

L’esecuzione immediata dell’ineleggibilità l’aveva già esclusa temporaneamente dalla competizione, ma l’appello ha lasciato aperta la possibilità di una candidatura nel 2027. Il nodo decisivo era la durata della nuova pena accessoria. Un’ineleggibilità di due anni o meno, calcolata a partire dal marzo 2025, avrebbe potuto permetterle di presentarsi nell’aprile 2027; una pena superiore avrebbe invece chiuso la strada alla sua quarta corsa all’Eliseo.