Parigi. “Dopo questo weekend nulla sarà come prima”, ha detto a BfmTv un dirigente del Rassemblement national (Rn), il partito della destra identitaria francese. Perché domani Marine Le Pen, la madrina del sovranismo e erede della formazione fondata dal padre Jean-Marie nel 1972 con il nome di Front national, potrebbe essere esclusa definitivamente dalla corsa per l’Eliseo. La Corte d’appello di Parigi si pronuncerà infatti sul famoso affaire degli assistenti parlamentari europei a Strasburgo per il quale Marine è stata condannata in prima istanza a quattro anni di carcere e cinque di ineleggibilità con l’accusa di appropriazione indebita di fondi pubblici. Se i giudici dovessero confermare la sentenza emessa nel marzo 2025 dal Tribunale di Parigi, che ha chiesto l’“execution provisoire” dell’ineleggibilità, ossia l’applicazione immediata, Le Pen sarebbe costretta a rinunciare alla sua quarta candidatura all’Eliseo e a passare il testimone al suo delfino e attuale presidente di Rn Jordan Bardella. Se invece l’ineleggibilità venisse annullata, l’attuale capogruppo dei deputati Rn potrebbe giocarsi quella che molti considerano come l’ultima grande occasione della sua carriera politica.“Non ho paura”, ha dichiarato mercoledì sera su Lci Marine Le Pen. “Ho la pelle dura, quindi se qualcuno vuole uccidermi, è meglio che abbia una lama ben affilata”, ha aggiunto la leader della destra identitaria. Sabato, a tre giorni dalla sentenza, Marine e Jordan sono saliti sul palco assieme durante un meeting a Liévin, nel Pas-de-Calais, promettendo di sostenersi a vicenda a prescindere da ciò che deciderà la Corte d’appello. “Voglio ribadirle il mio pieno sostegno, la mia totale amicizia, e dirle ancora una volta che mi sono impegnato in politica per lei, per vederla eletta presidente della Repubblica. E spero vivamente di vederla eletta presidente della Repubblica tra qualche mese”, ha dichiarato Bardella durante l’evento, tenutosi nelle terre dove il lepenismo fa strage di voti. Intervenendo subito dopo il suo delfino, Le Pen ha definito “importante” la decisione di martedì “perché può ostacolare il funzionamento democratico del nostro paese”. Ma “se i tribunali dovessero vietarmi di correre alle elezioni presidenziali, allora è con grande energia, convinzione e fiducia che sosterrei ovviamente la candidatura di Jordan Bardella ogni giorno fino alla sua vittoria”, ha assicurato la tre volte candidata all’Eliseo. “Non ci scoraggeremo mai; lotteremo sempre; porteremo la battaglia fino in fondo”, ha sottolineato Le Pen. Nessun dubbio su chi sarà primo ministro nel caso in cui la Corte d’appello annullasse l’ineleggibilità: “Jordan Bardella”. Poi, rivolgendosi alle sue truppe, la capogruppo dei deputati Rn ha lanciato un monito: “Non è perché abbiamo buoni risultati nei sondaggi che dobbiamo affrontare le elezioni con tranquillità”. Rn, ha proseguito, affronterà al secondo turno una “coalizione di incapaci” che “non hanno altro programma se non quello di combattere contro Rn”. “Dobbiamo mettere tutte le nostre forze nella battaglia” per impedire che nel 2027 vengano eletti dei “mini-Macron”, ha concluso Le Pen riferendosi agli ex primi ministri Édouard Philippe e Gabriel Attal.Ma nonostante i selfie, i sorrisi e i messaggi di sostegno reciproco di sabato, è da mesi che tra Marine e Jordan è finito l’idillio. Le divergenze tra i due si sono moltiplicate, anche se i rispettivi entourage cercano di minimizzare. La spaccatura più netta è sulla riforma delle pensioni, ossia la riforma che ha alzato l’età pensionabile da 62 a 64 anni, provocando moti di piazza e la crisi del secondo quinquennio Macron. Le Pen propone di instaurare un sistema progressivo fino ai 62 anni di età. Bardella, invece, afferma che “l’età della pensione non vuole dire niente”.“Perché il sistema sia più chiaro e equo, occorre considerare gli anni di contributi”, ha detto in un’intervista rilasciata alla Faz lo scorso maggio, bocciando la posizione tradizionale di Rn sulle pensioni e dicendosi pronto a presentare un nuovo “sistema”. Più in generale, da diversi mesi il presidente di Rn ha iniziato a distinguersi dal suo pigmalione soprattutto sul fronte economico, rivendicando un orientamento più liberale. Bardella critica regolarmente l’ipertrofia normativa e l’eccessiva pressione fiscale, denunciando l’interventismo dello stato francese. Le Pen, invece, difende uno stato forte e colbertista. Si erano tanto amati. Ma le crepe tra i due, ora, sono sempre più ampie.