È attesa per oggi, a partire dalle 13:30, la sentenza in appello sulla condanna all’ineleggibilità per Marine Le Pen che potrebbe decidere le sorti del futuro politico della Francia in vista delle presidenziali del prossimo anno. La leader del Rassemblement National è stata condannata in primo grado nel 2025 per sottrazione di fondi pubblici dell’Ue a quattro anni di prigione, di cui due con la condizionale, e all’interdizione dalle cariche pubbliche per cinque anni. Un verdetto che, al momento, sbarra alla leader dell’estrema destra francese la strada verso l’Eliseo, dove è data come grande favorita. In caso di uscita di scena, Le Pen passerebbe il testimone al suo delfino, il 30enne Jordan Bardella, che si è detto “pronto” a prendere il posto della sua leader. Ma Le Pen può ancora sperare di rimanere in sella. Essenzialmente, sono tre gli scenari che si potrebbero aprire. Il primo, improbabile, prevede il proscioglimento da tutte le accuse, che consentirebbe all’aspirante candidata di poter lanciare tranquillamente la sua campagna elettorale. Poi c’è la conferma della condanna in primo grado, che metterebbe definitivamente una pietra sui sogni presidenziali di Le Pen, che punta alla sua quarta candidatura. In questo caso ci sarebbe un ricorso alla Cassazione, che si esprimerebbe prima della presidenziale. Ma la stessa Le Pen ha fatto sapere che una sentenza definitiva a gennaio arriverebbe “troppo tardi” per organizzare una campagna elettorale. Il terzo scenario, infine, riguarda un alleggerimento della condanna, con solamente due anni di ineleggibilità o meno.