Roma, 6 luglio 2026 – Il verdetto è atteso alle 13:30 di martedì 7 luglio 2026. La Corte d'appello di Parigi si pronuncerà sul caso dell’appropriazione indebita di fondi europei per l’impiego di assistenti parlamentari fittizi del Rassemblement national – già Front national - tra il 2004 e il 2016, sancendo il futuro politico della leader storica del movimento, Marine Le Pen. E con lei, anche quello delle prossime elezioni presidenziali francesi, previste il 18 aprile (primo turno) e il 2 maggio (ballottaggio) 2027. Nel caso in cui la giustizia francese dovesse confermare la pena di primo grado, Marine Le Pen non potrebbe correre per la quarta volta alle elezioni presidenziali francesi, dopo i tentativi del 2012, 2017 e 2022. Condannata in primo grado lo scorso 31 marzo 2025 a quattro anni di reclusione, di cui due senza sconti di pena con eventuale braccialetto elettronico, oltre a cinque anni di ineleggibilità con esecuzione immediata e una multa da 100.000 euro, Marine Le Pen aveva fatto ricorso, ribadendo la propria innocenza. Ora, la leader storica del primo partito francese, erede dell’estrema destra di Jean-Marie Le Pen, ha tre opzioni davanti a lei.

Gli scenari: assoluzione, conferma o una pena meno severa